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Politica Martedì 03 Febbraio 2026 ore 05:00

Attese le scuse dopo il post del consigliere

Bezzini e Franchi (Pd): “Antifascismo valore costituzionale e statutario della Regione, non punto di vista”. Anche per il sindaco servono le scuse



PIOMBINO — "Le parole di Elvis Cosimi sono gravissime: se un giovane consigliere comunale di Fratelli d’Italia si spinge ad affermare che 'l’antifascismo è mafia', facendo eco alle dichiarazioni del leader di Casa Pound, la misura diventa colma. Le istituzioni democratiche non possono tollerare questo ennesimo tentativo di distorcere la realtà e di seminare odio nei confronti di coloro che, dichiarandosi antifascisti, non esprimono un punto di vista ma un valore costitutivo della nostra Repubblica, che è anche espressamente richiamato nello Statuto della Regione Toscana. Chiediamo, come hanno già fatto le forze d’opposizione in Consiglio comunale a Piombino, le dimissioni di Cosimi e una presa di posizione netta da parte del sindaco Ferrari. Le sue posizioni sono incompatibili con il ruolo che ricopre". Così Simone Bezzini, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale e Alessandro Franchi, consigliere regionale PD, sulla vicenda del post del consigliere comunale di FdI Elvis Cosimi.

Si aggiungono anche gli esponenti Pd regionali alla lista di quanti chiedono le dimissioni del consigliere comunale di Fratelli d'Italia Elvis Cosimi al centro della bagarre per il suo recente post Facebook a commento degli episodi di Torino (leggi qui l'articolo collegato). Intanto, il post di Cosimi non risulterebbe più visibile sui social e a raffreddare gli animi ci pensa il sindaco di Piombino che non condivide la richiesta di dimissioni ma invita il consigliere a scusarsi senza alcuna giustificazione ritenendo le sue dichiarazioni gravi e inopportune, comunque un segnale di inesperienza tenendo conto della giovane età del consigliere.

"Siamo sicuri di non essere gli unici imbarazzati dalla gravità di questa affermazione e, anzi, le parole del sindaco di Piombino ci confermano che siamo in buona compagnia: mentre da più parti si levano richieste di dimissioni di Cosimi e di presa di distanza dalle sue affermazioni da parte della maggioranza che governa ci si nasconde dietro le parole del sindaco, che derubrica tutto a un errore giovanile", hanno aggiunto dai Giovani Democratici Val di Cornia Elba.

"Solito modus operandi Fratelli d’Italia: da una parte si raccontano come partito moderato e di governo, dall’altra ogni tanto qualche esponente (locale o nazionale) si lancia in improbabili fughe in avanti dal sapore nostalgico e sul partito cala il silenzio. Derubricare certe affermazioni a una semplice 'dichiarazione superficiale', senza prendere nessun tipo di provvedimento, significa che certe posizioni tornano utili e trovano una certa condivisione nell’elettorato e nei militanti di FDI. É bene ribadirlo: essere antifascisti non vuol dire essere solamente di sinistra, vuol dire credere in una società in cui tutti abbiano il diritto di esprimere le proprie idee convivendo con gli altri. Ci si chieda, semmai, perché la sinistra sembra essere rimasta sola nell’affermazione di questo principio, mentre gli altri partiti sembrano esserselo dimenticato. Il paragone con la mafia poi è, prima di tutto, uno sfregio intollerabile alla memoria delle vittime della criminalità organizzata e ai loro familiari. Il consigliere Cosimi dimostra di avere ancora molta storia da imparare: il fatto, però, che dopo tali affermazioni non abbia sentito il dovere di chiedere, semplicemente, scusa alla comunità piombinese dimostra la sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo di consigliere comunale. Peggiori sarebbero delle scuse di circostanza, che servirebbero solo per salvare la maschera moderata del Sindaco, senza comprendere quanto siano gravi le sue dichiarazioni visto che alla prima opportunità di correggersi si è ribadito. Piombino è la città alla Medaglia d’Oro al Valore Militare per la Resistenza opposta ai Fascisti, quindi le sue dichiarazioni sono in contrasto con la storia della città e farebbe bene a rassegnare le proprie dimissioni".


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