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martedì 16 luglio 2019

Attualità venerdì 05 febbraio 2016 ore 12:55

L'inchiesta su Aferpi e le promesse di Rebrab

​In vista del prossimo incontro per il futuro della siderurgia piombinese, l’inchiesta sulla ex Lucchini de Il Sole 24 Ore stringe i nodi di Aferpi



PIOMBINO — In vista del prossimo incontro per il futuro della siderurgia piombinese, l’inchiesta sulla ex Lucchini de Il Sole 24 Ore non passa inosservata.

Un dossier che mette a nudo lo stato in cui versa il percorso che coinvolge da anni l’industria di Piombino e che, dalla scorsa primavera, vede l’entrata in scena dell’imprenditore algerino Rebrab.

Il procrastinare continuo delle decisioni, confermato in questi primi mesi del 2016, rendono lo scenario economico locale incerto.

La direzione di Aferpi, sempre stando all’inchiesta, sostiene che molto è stato fatto e si continua a fare, compreso il dialogo con le banche per completare la copertura del fabbisogno legato all’aumento dei volumi produttivi richiesti dal mercato.

Ma a oggi le difficoltà rimangono. Tornano alla ribalta, infatti, i problemi di liquidità. Come riporta Il Sole 24 Ore, Rebrab ha messo mano al capitale sociale, poi ha usato il contante dell’attività algerina Cevital e per finire a prendere contatto con la banca di riferimento Bnp-Paribas. Sono stati chiesti alla Bnp 30/40 milioni, in aggiunta al finanziamento della Banca Europea, ma al quotidiano nazionale risulterebbe che la banca si sia fatta indietro.

Per risolvere questi problemi di liquidità, Rebrab dovrà aprire il suo portafoglio, ma anche in questo caso si prospettano delle difficoltà; risulta, infatti, che l’imprenditore sia impossibilitato a trasferire i suoi capitali all’estero e che abbia perso le coperture politiche che avevano determinato il successo nel suo Paese.

Sull’altro piatto della bilancia ci sono i soldi del Ministero per il commissario e le consulenze. Nell’inchiesta, infatti, si legge che a oggi sono stati liquidati al commissario straordinario Nardi (dal 21 dicembre 2012) dall’allora ministro Corrado Passera acconti con cadenza semestrali per un totale di 2.339.139,88 euro. Nel 2013 il compenso di Nardi è stato di 1.755.354 euro lordi e non sono noti eventuali ulteriori acconti. Cifre, a cui si aggiungono quelle delle consulenze tecniche, che stridono con i 50mila euro lordi annui di un operaio o i 15mila di un cassintegrato.

Detto questo l’11 febbraio si terrà l’incontro presso il Ministero delle Sviluppo Economico e Rebrab dovrà dire la sua. Alcune fonti dicono che l’imprenditore sia in Italia già da martedì e non si esclude un incontro vis a vis preliminare con il ministro Guidi in persona.

Dina Maria Laurenzi
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