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martedì 22 ottobre 2019

Lavoro venerdì 02 marzo 2018 ore 17:00

Magona, andata e ritorno al Mise

Uno scatto dell'incontro al Mise (Foto: Massimo Giuliani su Facebook)

Riconosciuto il legame tra il futuro della Magona e quello dell'Ilva di Taranto. Dopo il primo tavolo al Mise con ArcelorMittal, nuova data con Arvedi



PIOMBINO — Voltata pagina per la questione dell'acciaieria piombinese, al Ministero dello Sviluppo economico si apre un nuovo percorso per le sorti della Magona

Oggi al Mise si è tenuto l'incontro tra il ministro Carlo Calenda, le organizzazioni sindacali, i rappresentanti di ArcelorMittal, il sindaco Massimo Giuliani e il consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini per la Regione Toscana.

Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato l'inaccettabilità del preliminare di accordo tra ArcelorMittal e Arvedi che prevede il passaggio dello stabilimento fatta eccezione della linea di verniciatura 2 che nell'arco di un anno verrà trasferita a Genova compresi i 60 lavoratori (leggi l'articolo correlato qui sotto).

"Le organizzazioni sindacali hanno richiesto che il problema pendente su Magona si risolva un minuto prima o parallelamente alla soluzione del problema Ilva di Taranto", si legge in una nota di Fim, Fiom e Uilm provinciali.

"L’azienda dal canto suo ha teso a rivendicare la necessità dell’impianto del preliminare siglato con Arvedi. - hanno proseguito -
Il Governo ha riconosciuto che la questione posta dello stabilimento Magona sta dentro la soluzione del problema di Taranto Ilva e che ritiene opportuno riconvocare il tavolo alla presenza di Arvedi per la discussione del loro piano industriale".

Un nuovo incontro al Mise è già in programma per verificare se ci possano essere soluzioni.

"I nostri lavoratori e sindacati hanno rappresentato in maniera chiara e ferma le ragioni sociali, industriali e tecniche per cui non è accettabile che la vicenda Taranto passi sopra i lavoratori di Piombino e la bontà dell'assetto della nostra fabbrica. - ha detto il sindaco Massimo Giuliani - Il Ministro è stato come sempre ineccepibile. Indicando la necessità di riconvocare un tavolo nei primi giorni della settimana questa volta con Arvedi. Spingendosi a dire che il Governo potrebbe anche valutare la possibilità di sostenere investimenti per realizzare un nuovo reparto di verniciatura a Piombino".

In ballo il trasferimento di 60 lavoratori altamente specializzati della fabbrica piombinese e la questione industriale da tutelare



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