Lavoro venerdì 29 agosto 2025 ore 08:19
Pomodoro da industria, produzioni in calo

Confermata invece la qualità. I produttori: "Per gli impianti tardivi invece, dobbiamo sperare in un Settembre più asciutto possibile"
VAL DI CORNIA — Il 2025 non verrà ricordato come un anno da incorniciare per il pomodoro. Le piogge eccessive nel periodo dei trapianti e soprattutto le forti quanto frequenti escursioni termiche durante l’estate hanno inciso negativamente sulla produzione che si è finora rivelata in calo. Si conferma buona, invece, la qualità.
Fabrizio Meini nella sua azienda ubicata a Campiglia Marittima, località Casalappi, ha dedicato una superfice di 11 ettari e mezzo al pomodoro e sottolinea come il clima, purtroppo spesso infausto, sia sempre più determinante per il lavoro dell’agricoltore. “I trapianti sono andati a fasi alterne- dice- mentre a luglio abbiamo assistito a picchi di 40° ma anche a settimane molto più fresche. Sbalzi termici che non hanno aiutato i pomodori medi-precoci, molto buoni ma talmente scarsi da non riuscire coprire le spese di produzione. Per gli impianti tardivi invece, dobbiamo sperare in un Settembre più asciutto possibile”. Ma può l’agricoltura adattarsi ai sempre più frequenti cambiamenti climatici? “Ci siamo rivolti a piante molto più resilienti - ha spiegato - e utilizziamo centraline meteo in grado di avvisarci circa le evoluzioni del tempo, ma tali accorgimenti possono solo limitare i danni, non azzerarli”.
Tecniche impiegate anche da Sandro Barsotti di Venturina Terme che ha sottolineato come le produzioni degli impianti precoci si siano rivelate pessime, pari a circa 700 quintali. “La primavera piovosa ha ritardato le piantagioni – ha spiegato Barsotti - e la piantina ha sofferto già in partenza, il caldo successivo ha compromesso un po' la fioritura, infine le piogge degli ultimi giorni mi hanno nuovamente fermato. Ci auguriamo che il tardivo possa ancora essere salvato ma tutto dipenderà dalle prossime piogge. L’unica alternativa- sottolinea- è che salga il prezzo di mercato, perché con le condizioni attuali è veramente dura”.
“Il pomodoro da industria - ha concluso Cinzia Pagni, presidente Cia Etruria - è una coltura strategica per le province di Livorno e Pisa, sia in termini economici che occupazionali. Nonostante una stagione segnata da ritardi dei rimpianti, siccità e rincari, i nostri produttori hanno garantito qualità e continuità. Ora - chiosa - servono contratti più equi e strumenti concreti per sostenere la filiera”.
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