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Domenica 29 Marzo 2026

RACCOLTE & PAESAGGI — il Blog di Marco Celati

Marco Celati

MARCO CELATI vive e lavora in Valdera. Ama scrivere e dipingere e si definisce così: “Non sono un poeta, ma solo uno che scrive poesie. Non sono nemmeno uno scrittore, ma solo uno che scrive”.

Pensieri in disordine sparso

di Marco Celati - Domenica 29 Marzo 2026 ore 08:00

Restano i ricordi, quando restano, pure noi lo saremo: ricordi. Anche le stelle che vediamo in cielo sono ricordi. Sono già scomparse e continuiamo a vederne la luce. Forse per questo studiamo la loro morte. Anche se noi, ad eccezione di qualche giovane promessa, fulgido astro e venerato maestro, somigliamo più ai soliti stronzi, ai pianeti opachi che non brillano di luce propria. E ci spengeremo presto.

Passato, presente, futuro: in questa direzione scorre il tempo. Almeno questo è il solo verso che conosciamo e frequentiamo. Pensiamo che chi abbia più passato possa avere anche più futuro. A volte è vero. Sarebbe ancora più vero se imparassimo dagli errori e mettessimo a fattor comune i successi. Ma non sempre è così e spesso il peso del passato ci rallenta, ci rende conservatori, tende a dilatare ed eternare il presente per interesse, eccesso di carico o prudenza. Oggi ciò che sconvolge e destabilizza lo svolgersi del tempo e non solo l’ordine -e il disordine- mondiale, è l’azione avventurista e folle del Presidente degli USA, Donald Trump. Un ricco miliardario votato dalla maggioranza degli elettori americani e osannato dai più poveri di loro. L’ottantenne biondo reazionario in giacca e cravatta, con quel ridicolo cappellino in testa ci catapulta in un futuro che ha tutta l’aria di un ritorno al passato: nazionalismo, affarismo, imperialismo, guerra. Comunque, anche se sembra ciò che è -un grande balzo indietro per l’umanità- è questo il futuro che ci spetta. Che ce lo meritiamo o no. Tutto cambia. Cina, India, Brasile. Asia e America cambiano. La Russia si accanisce con un’atroce guerra di conquista ai danni dell’Ucraina. Israele distrugge la Palestina. L’Iran teocratico e il Medio Oriente sono una polveriera. L’Africa arranca. Ma “todo cambia” e diversamente, purtroppo, dalla meravigliosa canzone interpretata da Mercedes Sosa. Se l’Europa non cambierà, se non sarà un’Unione con una politica democratica, una solidarietà, una diplomazia e un solo esercito, declinerà, resterà dominata. E non dalla pace. E noi con lei.

Il numero quattro comincia seriamente a preoccuparmi. Anche da ragazzi, quando giocavamo a “sette e mezzo” di giornalini, il quattro, inteso come carta, lo scartavamo e lo sostituivamo. Puzza, dicevamo. Era “la bara”! Infatti -l’ho già scritto- anche nel modello di triade della logica classica -primo: il tempo, secondo: lo spazio, terzo: la casualità- al "quarto escluso" è stato dato il nome di “Sincronicità”. Una coincidenza senza causa apparente tra eventi psichici e fisici che assume per noi un senso. Almeno secondo lo psichiatra Jung e il fisico Pauli. Insomma si capisce se succede, ma non che cazzo sia. E anche la teoria della relatività generale sembra sostenga che il mondo in cui viviamo non abbia solo tre dimensioni. Oltre alla lunghezza, alla larghezza e all’altezza, c’è pure la quarta: la dimensione temporale. Il tempo cambia le cose e le loro dimensioni. Hai voglia di mischiare le carte e scartare il quattro!

L’ingenuità dell’ottimismo è alla base della filosofia di Schopenhauer: solo una visione pessimista, può cogliere l’essenziale vanità del genere umano. Per questo un pessimista è un ottimista più informato. Intanto sarebbe meglio pensare ad essere migliori per gli altri, piuttosto che degli altri. Bellissimo proposito. Per caso e per fortuna, l’ho sentito dire a una comica americana sboccata, su Netflix.

Sono in lista da maggio 2025 per un’ablazione cardiaca. E in un centro d’eccellenza come il CNR di Pisa! E sono da allora in fibrillazione atriale. Finalmente si farà in Aprile, dopo quasi un anno di attesa. Anche per la carta d’identità elettronica in Comune ci sono voluti due mesi di prenotazione. E meno male che l’elettronica e l’I.A. accorciano i tempi! Siamo un Paese che aspetta. Forse in attesa di sé. A noi Samuel Beckett ci fa una pippa: per noi aspettare Godot è una giacchettata. Arriverà prima lui.

Vita vissuta. Prosopopea fa rima con diarrea. Prima o poi qualcuno deve avere il coraggio di dire ciò che disse il ragionier Fantozzi a proposito della Corazzata Kotiomkin: il Festival di Sanremo è una cagata pazzesca! Anche il mitico navigatore Sir Francis Drake, corsaro al soldo di sua maestà, la Regina Elisabetta I d'Inghilterra, primo della perfida Albione a circumnavigare il globo, il viceammiraglio della flotta inglese che nel 1588 sconfisse l'Invincibile Armada -evidentemente non così invincibile- lo stesso che, avvertito dell'arrivo della flotta nemica mentre giocava a bocce a Plymouth, disse che c'era tempo sufficiente per finire la partita e sconfiggere gli spagnoli -e infatti fu così- alla fine morì nella baia di Portobello, a 56 anni, di una malinconica dissenteria. Perché forse è questa, in ultima istanza, l'altra faccia della gloria. Guai se il nostro cammino per nuove conquiste si arrestasse. Magari occorrerebbe conseguire anche giustizia sociale e rispetto della natura, ma è dell’uomo vivere e progredire. Però bisogna saperlo come vanno a finire queste cose. Alla fine, nella vita le cose di cui c’è più certezza, quando arrivano, sono la morte, le tasse e la diarrea.

Secondo l’albero genealogico di famiglia la mia origine a Pontedera risale al 1700, ma non sono un fan sfegatato della vulgata Pont-a-deresi contrapposta a Pont-e-deresi e della retorica che ne deriva. Anche a livello etimologico nelle vecchie carte accanto a “Pons ad Eram” si trova pure “Pons Herae” o “Pons Erae” e la forma “Pontedera” e “Pontederesi” ha prevalso nel tempo e nel linguaggio, anche per “ragioni” eufoniche. Comunque, vocabolario a parte, sono opinioni, ma trovo incredibile che perfino in Wikipedia ci siano descrizioni che dividono Pont-a-deresi, che sarebbero quelli di Pontedera da generazioni -quante?- e Pont-e-deresi, i nuovi arrivati: i forestieri, gli stranieri. Il folklore va bene finché non diventa conservatore e ridicolo. E se la conservazione frena, in compenso il ridicolo uccide. Se poi fosse boria o vanagloria di paese, ricordiamoci sempre, lo dico da pontederese, che saremmo una città, non un paese. E allora forestieri o stranieri non ci sono: “Siamo tutti Pontederesi!”. Lo disse anche John Kennedy davanti al muro di Berlino.

Intervista alla televisione. Il cronista si rivolge a una cittadina.

- Nei piccoli centri chiudono gli uffici postali, anche qui?

- Sì, anche qui, è una vergogna!

- E le banche?

- Le banche ce n’è anche troppe, manca i soldi!

All’Ospedale. Un anziano nel triage.

- Infermiera, il pappagallo è ancora sotto il letto!

- Le hanno lasciato il pappagallo sotto il letto? Avverto subito la Lipu! Ma scusi, perché chiede il pappagallo se usa il pannolone?

- Per sicurezza.

La sicurezza prima di tutto.

Marco Celati

Pontedera, Marzo 2026

P.S. Ringrazio il compianto Alberto Arbasino per la citazione camuffata incipitaria. I riferimenti scientifici, senza pretesa o speranza di una mia comprensione, sono liberamente tratti da Lequazione dellanima” di Arthur I. Miller. Il racconto di Sir Francis Drake è tratto da Magellano” di Libero Venturi, uscito su QuiNews Valdera. La LIPU è la Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli, evidentemente anche di quelli ospedalieri.

“Todo cambia”, Mercedes Sosa

https://youtu.be/_erZOIFrym0?si=cs-aORlB3d3VkZij

Marco Celati

Articoli dal Blog “Raccolte & Paesaggi” di Marco Celati